L'album delle figu

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22/06/2009

Saronno torna al centrosinistra

Pensava di vincere al primo turno, ma la cittadinanza di Saronno aveva per Annalisa Renoldi, vicesindaco uscente del pdl, tutt'altre intenzioni. Ieri è stata infatti sconfitta dal candidato del centro sinistra luciano porro, che l'ha battuta con quasi il 52% dei voti.
E pensare che il primo turno era finito 44 e mezzo a 27, una percentuale che non dava molte speranze. E invece porro che inizialmente era sostenuto da pd, verdi e socialisti, è riuscito a catalizzare i i voti dell'italia dei valori, della sinistra saronnese e di due altre liste civiche, lasciando alla renoldi solo le liste che l'hanno sostenuta dall'inizio: cioè lega pdl e udc.
Luciano Porro, 53 anni sposato da 25 anni, tre figli, è medico di base da vent’anni, dopo un’intensa attività negli anni ’80 a Milano come medico specilizzato nell'assistenza ai malati di Aids. consigliere comunale dc dall’80 al ’90 ha lasciato la politica prima dell’arrivo di Tangentopoli per poi tornarci nel ’94, per far nascere la lista Civica di centrosinistra che poi vinse. Ora a guidare la città per 5 anni sarà lui, sperando nella compattezza della nuova coalizione che l'ha sostenuto, e che ha spezzato dieci anni filati di vittorie del centro destra.
Da varese stefania radman
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categorie: radiopop
10/06/2009

La lega e la prima sindaca di colore

Sandy Cane è una donna di colore italoamericana, è una tipa simpatica e decisa, ha visto il mondo ed è diventata famosa per una cosa che non le sembra poi così strana: diventare sindaco nel paese di Viggiù con una lista della Lega.
Ha vissuto dieci anni in america, a Springfield ("quella dei Simpson, e di Sentieri" cita catapultando la sua nascita direttamente nella fiction) e poi è diventata viggiutese, con la fine dell'amore della mamma italiana per il soldato afroamericano.
Nipote di un picasass, quindi  più di Viggiù di chiunque altro a dispetto della pelle, racconta di quando le davano della ricca perchè aveva la bici da cross e le nike nell'italia degli anni 70 ("Ma negli Stati Uniti ce le avevano tutti") e si augura di comprare un cocker, adesso che  a causa della carica resterà per 5 anni in uno stesso paese, al  contrario di quel che la costringeva il suo lavoro di direttrice di alberghi.
Bossi e Maroni non li ha ancora sentiti, per le congratulazioni. "Ma il mio segretario provinciale Candiani  sì".

Questo il pezzo pubblicato da Repubblica, in versione cartacea, oggi.
Questo quello pubblicato prima, l'8 giugno, da repubblica.it.
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categorie: lega, repubblica, varese
09/06/2009

Anche i vincitori piangono (o almeno si infastidiscono)

Dalle nostre parti non c'è storia: hanno vinto il pdl e la lega. Il carroccio in particolare ha confermato tutto il suo potere sui comuni già suoi e si è tolto lo sfizio di scalzare una roccaforte del centro sinistra come sesto calende, o di piazzare sulla poltrona di sindaco una donna di colore, come a viggiù, che vede in sandy Cane il primo caso italiano del genere.
Ma anche alla Lega non sono mancate le cattive sorprese. Piccole cose, che però fanno male: come l'aver perso in due paesi simbolo come lozza e cazzago, cioè le residenze del ministro maroni e del segretario nazionale giorgetti, che fanno capire che non basta avere nomi altisonanti dalla propria parte (e in entrambi i casi dei parenti in lista) per assicurarsi la vittoria.
E che, nel movimento dei “padroni a casa nostra” la politica di mettere liste ovunque, anche dove non si è rappresentati, non paga. Il caso più eclatante è successo nel paesino di Bregano, dove la lega, che non aveva candidati di suo, ha candidato un uomo in vista della segreteria provinciale, stefano gualandris. In quel paese la lega ha avuto oltre il 30% dei consensi alle europee, ma è stata sonoramente bocciata alle comunali. Perchè un leghista vero quelli che non sono del suo paese non li vuole, nemmeno se sono del suo partito e nemmeno se abitano 20 chilometri più in giu.
Da varese stefania radman
(metro regione, radio popolare, ore 19,05)

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categorie: lega, varese, radiopop
06/06/2009

La fatica di tenere un blog (e quella di tenerne 5)

Forse ho fatto questo mestiere perchè sono una grafomane. O forse perchè, come tutti i ragazzini di cuore caldo che non vogliono crescere, scrivere e raccontare a modo tuo delle storie è un modo per tirare fuori le tue passioni e renderle oggettive, forse in qualche modo organizzarle.
Forse ho aperto il mio primo blog, nel 2003, perchè arriva un momento, nella vita, che le cose che ti porti dentro sono troppe, e soprattutto non tutte condivisibili con chi ti sta intorno. Forse ho aperto questo blog, nel 2005, perchè anche il mestiere, a volte, si complica talmente tanto che hai voglia e bisogno di dargli un senso unitario, sotto la tua firma. Forse poi, ti viene in mente di aprire un altro blog per motivi personali e tecnologici.  E magari entri in facebook perchè vuoi capire com'è, e alla fine ci ritrovi i tuoi compagni delle elementari.
Poi, un giorno, in un periodo di quelli micidiali per il tuo mestiere come questo maggio pieno di assemblee di associazioni industriali, amministrative polverizzate e cambi di tecnologia a prova di cervello di quarantenne,  che per sbaglio ti fermi un sabato davanti al caffè, guardi due dei tuoi cinque blog morti da anni, due agonizzanti, uno frequentato casualmente e ti dici "ma come cavolo faccio a portarmi dietro tutto?". Non lo so. Mi dispiace ma non lo so.
Credevo di organizzare i miei pensieri e li ho sparpagliati per argomento e stile. Ma ormai ci sono affezionata, alla mia vita riposta nel web: così mi scuso con i 25 lettori di ognuno e li tengo lì.
(anche in questo, avrei avuto molto di più da scrivere. Ma sono realista, e mi accontento di inserirci qualcosa quando posso, e quando il mio mestiere di spalatrice di scrittura a cottimo me lo permette)

A volte a Varese siamo più civili che altrove (A volte)

Giudicati nel giro di sei mesi i quattro ragazzi che picchiarono un venditore di fiori bengalese a Ghirla lo scorso novembre, col solo intento di fargli del male. Ieri mattina il gup Giuseppe Battarino, ha accolto il patteggiamento della pena a 1 anno di carcere di Daniele Civolani di Cugliate Fabiasco e Davide Margotta di Marchirolo. Mentre il mese scorso erano stati condannati anche gli altri due componenti del gruppo, Marco Rocchetti, 26 anni, e Manuel Parazzoli, 21 anni sempre di cugliate fabiasco. Le sentenze, di un anno contro i sei mesi chiesti dalla difesa, giudicati troppo blandi, comprendono anche l’aggravante dell’odio razziale: un caso raro in questi ultimi disgraziati tempi ma proprio per questo da segnalare.
Da Varese, Stefania Radman
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categorie: varese, radiopop
26/04/2009

La pagina 12 di Repubblica del 25 aprile 2009 me la tengo

Orgogliosa di vederla, di avere a fianco del mio articolo quello di Piero Colaprico, divertita a realizzare e dare una mano se ce n'era bisogno, apprezzato le mani che mi sono state tese. E' stato un bel lavorare.
se tutto va bene e nel mondo non è successo l'impossibile, domani c'è una piccola replica. Che mi ha portato sul Sacro Monte insieme a 4500 ragazzini vivi, sani e solari (che ne avevo bisogno) e un Cardinale che apprezzo sempre di più....

 

24/04/2009

Dio abbia cura dei ragazzini (quando può)

Non sono una donna da "nera", ma oggi mi ci sono ritrovata in mezzo per forza, per un delitto che non è luogo comune definire assurdo.
Perchè quando un ventenne massacra a coltellate e picconate un sedicenne davanti all'amico coetaneo che, invece di abbandonarlo al suo destino di delinquente, lo aiuta a impacchettare e seppellire quel poveretto, c'è solo da sperare che chi l'ha fatto fosse imbottito di droga.
Una cosa del genere fatta da lucidi sarebbe inconcepibile.
Purtroppo nella concitazione ho perso il testo per radio popolare.
Qui c'è l'articolo per Varesenews, e fra poco arriva anche Repubblica

18/03/2009

ops,mi è finito il Berlusca tra i dittatori...

Ci sono blitz e blitz.
Un tecnico delle luci in uno spettacolo per i licei ha inserito "di straforo" una foto di berlusconi tra quelle di dittatori di ogni tempo, e ha creato il pandemonio, oltre che perdere il posto...
l'articolo su repubblica.it

eppure, secondo me, stava solo facendo una citazione pop:

(comunque, se il tecnico vuole qualificarsi, io sono pronta a raccogliere le sue confessioni: c'è gente che vorrebbe dargli una medaglia :-))
02/03/2009

Le buone idee non hanno colore

A Milano c'è da sei anni, in provincia di Como la sperimentazione ha avuto successo, adesso la buona idea di Siticibo tocca alla zona di Malpensa.
Siticibo è un progetto di recupero dei prodotti alimentari scartati dalle mense di scuole, ospedali e aziende: che vengono donati alle comunità che ne facciano richiesta.
Un modo per non far diventare rifuto quello che è ancora a tutti gli effetti cibo buono e fresco, ma che troppo spesso viene semplicemente buttato via come eccedenza. 
Un programma che non alimenta solo i destinatari del cibo ma anche e soprattutto la solidarietà (nei confronti delle comunità chelo  ricevono in dono) e la buona educazione (da parte di chi vede in mensa ritirare i cibi dai volontari, che ne raccontano la destinazione) .
A farlo, con una competenza professionale ormai consolidata,  il Banco Alimentare. Che dalle nostre parti vedrà anche il sostegno della provincia di varese e - soprendentemente - il rotary malpensa, alle prime sperimentazioni di beneficienza ambientale. Per loro il primo passo è comprare ai volontari un furgone refrigerato: perno e conditio sine qua non di tutto questo progetto è infatti il non spezzare la catena del freddo da ambedue le parti. Condizione che costringe a piccoli investimenti, ma con grandi risultati di buonsenso. per chi ha aziende o enti con mensa nella zona di busto gallarate o legnano e volesse saperne di più, può consultare il sito
www.siticibo.it

(poi arriva il ink dell'articolo di varesenews)

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categorie: radiopop, varesenews
17/01/2009

Caro Gianluigi, se guardo alle statistiche del mio blog la tua trasmissione parte fortunata...

Da sempre, la chiave più utilizzata per arrivare a questo blog - salvo che non si cercasse proprio me - è quella dello Svarione degli anelli. Gli estimatori di questo ciclo di parodie che circola solo su internet sono una montagna, e i contatti si infittiscono quanto più si sparge la voce che c'è in preparazione un nuovo episodio della saga (a proposito, preparatevi. E' presto, ma tenete le orecchie tese lo stesso...) .
Ma ora, stanno per essere pericolosamente tallonati da un'altra chiave di ricerca, che di giorno in giorno diventa più presente nelle mie statistiche: quella di Gianluigi Paragone, il giornalista varesino che ha fatto a quattro a quattro le scale della fama mediatica a colpi di comparsate come direttore della Padania, poi come vicedirettore di Libero.
Sarà perchè sempre più gente - tra chi ancora non lo conosce -  si domanda chi diavolo sia questo conduttore di "Malpensa-Italia" che viene pubblicizzato in tivù, fattostà che ormai Gianluigi Paragone è diventata la seconda chiave di ricerca esterna dopo lo Svarione.
Congratulazioni e in bocca al lupo a Gianluigi perciò, per una trasmissione che evidentemente suscita curiosità prima ancora della sua partenza.
Non tutto è male, evidentemente, quel che arriva dalla terra di Merdor...