E' ANDATO TUTTO BENE (E MI SONO PURE DIVERTITA)
Popolare network, notiziario delle 19,30 A Zurigo sarebbe ordinaria amministrazione, ma a varese è stata davvero un evento la prima street parade organizzata dai gruppi giovanili della provincia. 14 carri più di duemila persone secondo la questura: questo incontro più unico che raro di gruppi fino ad ora rimasti sottotraccia nella provincia che è stata culla della lega,è nato dal delitto di besano o meglio dal silenzio con cui sono state accolte le reazioni dei naziskin varesini contro gli stranieri e che hanno visto anche nei tafferugli dei giorni seguenti il ferimento di un cittadino albanese e di un poliziotto.
La risposta dei ragazzi varesini di oggi è stata solare, a colpi di reggae e di sangria, di comunità etniche invitate a danzare assieme e concerti rock dal vivo trasportati su camion.
Una reazione normale, finalmente, di una città che ha visto troppo silenzio calare sui fatti gravi che la stanno attraversando.
Da Varese, Stefania Radman
UNA STREET PARADE A VARESE?
Questa città la conosco bene, anche se non "sono di qui". E che dei ragazzi si inventassero una street parade per reagire al fatto che qui nessuno muove un dito contro la piega nazista che ogni tanto prendono certi fatti, così come se fosse niente, un po' mi commuove.
Mi ero già abituata all'indifferenza di questo posto, o meglio a quel "tu fatti i fatti tuoi che io mi faccio i miei" che qua aleggia. Io, che mi sono sempre fatta i fatti degli altri e ho imparato a girarmi dall'altra parte. Io, che ho guardato col cuore stretto per settimane gli striscioni in centro che salutavano il ragazzo morto come se fosse successo in battaglia e non ho fatto un bel niente. Mi fa piacere, per questo, far loro da "zia".
E comunque vada sarà un successo, almeno per il mio cuore che si era rinsecchito.
(Metroregione 19 ottobre, ore 7,05)
La cronaca li ha archiviati come i “Fatti di Besano”. Un ragazzo morto, ucciso da un altro ragazzo, un albanese “irregolare”. E poi la calata di naziskin e estremisti di destra da tutta Italia, bandiere inquietanti sventolate in piazza, la caccia all’immigrato in centro città. Sono stati giorni inquietanti per Varese e senza reazioni proporzionate, da parte della cosiddetta società civile. A provare a riempire il silenzio con le parole dell’integrazione e della partecipazione ci prova questo fine settimana un gruppo di ragazzi, dal nome Positi-Va. e per dirlo, usa una idea accattivante: organizzare la prima street parade della storia di Varese.
La data è domenica 23 ottobre. Il nome dell’iniziativa Positi-Vaibration, vibrazioni positive che scorreranno nella mescolanza di persone, suoni, colori e distintivi. Un’idea più unica che rara: anche perché sostenuta ma non organizzata dalle "solite sigle" della sinistra varesina.
La partenza sarà alle 14.30 in via Dandolo, poi da là il serpentone avvolgerà tutta la città.
Don Gallo interverrà alla fine del corteo, giusto prima del concerto con la musica di gruppi giovani, che chiuderà la giornata.
Per la giornata è stato anche aperto un sito, www.positi-va.org, che raccoglie tra l'altro le ultime notizie sulla manifestazione e le adesioni ad essa.
IL SINDACO LEGHISTA DI VARESE SI E' DIMESSO
La motivazione delle dimissioni è politica, ma su di lui pende un avviso di garanzia.
Per carità di patria e correttezza professionale ometto tutte le voci che stanno circolando forsennatamente in queste ore: ma la sensazione che non sia finita qui, è palpabile.
(Io però non ve l'ho detto)
Popolare network, radiogiornale delle 15.30
Dopo una settimana di tempeste nella maggioranza all'una di oggi, dopo una riunione straordinaria di giunta, il sindaco di varese aldo fumagalli ha dato le sue dimissioni.
le dimissioni ufficiali, secondo quanto ha dichiarato lo stesso sindaco, sono «dovute all'impasse in consiglio comunale che si protraeva da troppo tempo». Ma la maretta nella maggioranza è nata dopo l'avviso di garanzia al sindaco sotto l'accusa di concussione: aveva infatti imposto l'assunzione di una rumena - irregolare, e quindi in violazione della legge bossi fini - in cambio della vincita di un appalto comunale.
Titolare dell'inchiesta a carico del sindaco, che sta proseguendo in questi giorni è il pm Agostino Abate, il giudice della mani pulite varesina, noto per la severità ed effeicenza.
Malgrado Fumagalli abbia già dichiarato che le sue dimissioni sono irrevocabili, Varese non avrà un commissario che tra venti giorni, secondo la legge: toccherà poi a chi verrà incaricato portare il comune alle elezioni anticipate.
da Varese Stefania Radman.
(Questo è il mio pezzo per Radiopop. La versione più approfondita è qui e qui. La sua lettera aperta ai varesini è qui)
ANCORA INTERNET, E I MIRACOLI ITALIANI
Sono al lavoro su un comunicato di MV Agusta che annuncia il record di vendite avuto nei primi otto mesi del 2005 e penso a quanto sembrino lontani i tempi in cui Cagiva era a un passo dalla dissoluzione: in amministrazione controllata, con pressocchè tutti i lavoratori in cassa integrazione e una Piaggio che la sfiancava più di quanto già non lo fosse, in un tiraemolla estenuante di promesse e smentite di acquisto. Non era tanto tempo fa, era il 2002.
Un tempo in cui di MV Agusta (o Cagiva: i due marchi - più Husqvarna - stanno sotto lo stesso ombrello della fabbrica varesina di Claudio Castiglioni) pubblicavo solo comunicati sindacali, che esprimevano "preoccupazione" ma chiedevano "il ripristino della produzione, perchè l'azienda è sana e ha ordini".
Mentre pensavo fossero le solite frasi proforma dei sindacati, ricevevo al mio indirizzo email delle strane lettere, provenienti pressocchè da tutto il mondo, che mi domandavano sempre la stessa cosa: come va l'MV Agusta? E' ripartita la produzione?
Ho passato mesi a domandarmi chi fossero, senza avere il coraggio di chiederlo. Finchè uno, più sfacciato degli altri, mi ha cercato per telefono chiedendomi la stessa cosa.
E ho scoperto il paradosso della Brutale: come un'azienda possa essere sull'orlo del fallimento e senza compratori, avendo in tasca "la moto più bella del mondo".
(Ora i lavoratori sono tornati a lavorare, la Brutale se l'è presa pure Emanuele Filiberto e Rocco Siffredi e la Cagiva ha trovato pure un compratore: malese. Tutto è bene quel che finisce bene. Forse)
LE PRIMARIE, I GIORNALISTI E GLI SCHERZI DI INTERNET
«Sai Stefania? Ne sono passati diversi, per intervistarmi all'epoca delle primarie: si sedevano e mi dicevano "dunque lei ha trentatrè anni..." e io rispondevo: " a dire il vero ne avrei trentasette..." e loro risoluti: "ma no, l'ho letto su internet". Ho provato a spiegar loro che avrebbero dovuto guardare la data in cui era stata pubblicata, ma non c'era verso...»
Mentre parliamo, a margine di un incontro in cui io facevo la parte del moderatore e lui del relatore, Francesco Boccia ha voglia ancora di scherzare su quanto l'aveva ringiovanito quest'intervista, realizzata quattro anni fa, agli occhi dei giornalisti che di fronte a un nome a loro poco noto cercavano forsennatamente notizie su Google. Trovando, come prima voce che lo riguarda (fatto salvo il sito personale del suo omonimo, cantante) proprio quella conversazione fatta con un giovane brillantissimo professore, allora consigliere del ministro dell'industria Letta, giovane e brillante quanto lui. Che aveva già allora l'aria di chi avrebbe combinato tante cose nella vita, ma niente faceva pensare che sarebbe stato addirittura immolato sull'altare delle prime primarie dell'Unione ...