Ieri sono andata alla Festa Nazionale della Lega Nord, che qualche tempo fa è stata oggetto di un mio pezzettino di quelli micro sull'Espresso.
Sarà che dovevo seguire un convegno secondario, sarà che era il pomeriggio della prima giornata (di dieci, in totale), l'aria moscia che c'era mi ha fatto davvero pensare male, per il movimento nato qui.
Indipendentemente dalla quantità di gente in giro - che peraltro non era molta - si respirava un'aria di ultime battute, di rapporti che si trascinano stancamente. Tutto il contrario dell'aria rozza e entusiasta che gli altri partiti le hanno sempre invidiato e che era la sua - inquietante- forza.
Tutto scorre, diceva quel filosofo greco. E sembra che sia il momento per questa esperienza di svanire. Anche qui, nella sua culla. Magari è solo una sensazione. Fra qualche mese lo sapremo.
Qui da novembre, cioè da dopo le dimissioni del sindaco Fumagalli, la città viene amministrata da un commissario straordinario, che è stato anche prefetto di qui, Sergio Porena.
In due mesi ha ribaltato la città come un calzino, prendendo decisioni di alto valore sociale: a favore dei senzatetto, dei rifugiati, per l'istruzione. Ha persino reistituito il blocco del traffico, da noi assente da otto anni, non certo per pulizia dell'aria.
Non è mia competenza specifica a Varesenews, ma su Diario ne volevo proprio parlare, perchè è una cosa che davvero colpisce, dopo tanta inerzia intervallata da "grandi opere" di arredo urbano.
E loro, che sono sempre attenti a queste cose, me ne hanno dato spazio (è qui, nell'edizione di questa settimana)
Questo libro mi è stato regalato dal capo, perchè (riferisco testualmente) "quando l'ho visto ho pensato a te".
A prima vista sembrerebe un'offesa mortale, ma in realtà mi stava citando. Una volta, quando in un incontro pubblico i componenti della redazione dovettero presentarsi, io dissi infatti di "occuparmi di economia, con delega alle stronzate".
Perchè sono onorata di potermi occupare di cotanto importante argomento, ma sono eccitata anche di più dalle notizie trash, dalle diavolerie elettroniche, dalle invenzioni astruse, dai ritorni di fiamma degli anni 80 e via cantando. Tutti argomenti che, ovviamente, i colleghi del web mi cedono con lo stesso entusiasmo di quando possono "girarmi" la trimestrale della Whirlpool.
La gran sorpresa di questo apparente "instant book" è che affronta la faccenda in maniera scientifica, da gran filosofo morale come è Harry G. Frankfurt. Con il risultato generale di costringere a riflettere sul senso e sulla definizione della stronzata, e la sollevante scoperta personale che io tendo a non dire stronzate, anche se mi occupo di stronzate (rectius: sciocchezze, cioè cose poco importanti).
Va da sè, gli dovevo una recensione.
Oggi al lavoro presto: mancano un po' di colleghi, stamattina non è prevista la vita della giornalista economica ma quella della cronista di supporto.
Leggo innanzitutto la mazzetta dei giornali locali, sperando di non trovare "buchi" nelle nostre notizie di ieri. Una pratica a cui tutti i giornalisti, che innanzitutto si leggono tra di loro, sono abituati.
Tolto il grosso del pensiero - fondamentalmente la cronaca nera e quella giudiziaria - mi concedo qualche minuto in più per leggere "cosa scrivono gli altri" e sono attirata da un articolo sui blog varesini. Penso "cavolo è il mio pane, ma di blog di Varese mica ce n'è un gran che. Vediamo cosa ha scovato questo".
La testata è La Provincia, a Como un'istituzione e da noi un effervescente quotidiano nato da pochi mesi. Leggo il nome del giornalista: Stefano Ungaro. Mi sembra di ricordare che è uno giovane giovane, ne ricordo la voce al telefono che mi domanda qualcosa di economico. Meglio: la giovenutù di solito depone bene, quando si parla di Rete.
Dopo poche righe della sua introduzione - scritta più che altro per spiegare alla gente cosa sono i blog, perchè è nome che va gran di moda ma mica tanti sanno che cos'è davvero... - salto sulla sedia: il primo blog citato è questo qui, quello della "giornalista Stefania Radman, molto ricco e che contiene molte notizie su Varese".
Ringrazio sentitamente, prometto che metterò il pdf dell'articolo (previa autorizzazione della testata... ) per l'articolo e il box che ora si trovano qui, ma voglio precisare una cosa a chi passasse da qui per aver letto quell'articolo: purtroppo il collega è stato fin troppo generoso. Questo non è un "blog ricco": è appena nato, ha pochi post e pochi visitatori, per ora. Ci sono blog che hanno traffici pazzeschi (due tra i più guardati d'Italia, quelli di Scaccia e Granieri, hanno il link qua a destra...) Quelli si che sono tosti e zeppi di contenuti....
Amenochè il giovane cronista sappia di me molto di più, conoscendo la mia parte blogger molto più "antica" e ricca per forza di cose, perchè è da molti anni sono nei blog, ma solo da poco con il mio nome. La mia vita in rete, come per tutti i blogger della prima ora, è coperta da un nick. In questo caso (domandandomi come diavolo mai possa averlo scoperto), gli segnalo da qui di aiutarmi a mantenere l'anonimato, soprattutto geografico, come conviene ad un vero blogger d'annata ;-)).
Grazie mille, comunque: trovarsi per una volta aldilà della notizia (non dalla parte di chi cerca, ma da quella di chi legge) devo dire che a volte fa piacere...