L'album delle figu

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28/03/2006

Tutto di Plati

Ho conosciuto Mauro Coruzzi vent'anni fa, in pieni anni '80: passavamo le giornate entrambi in una specie di "gabbia collettiva" riservata alle radio private dalle case discografiche, in occasione del lancio di un disco. I discografici radunavano tutte le interviste a noi sguaiati dj in un giorno, così i cantanti concentravano in quel momento la fatica di starci ad ascoltare e creare jeengles personalizzati.
Lui allora era il migliore dei conduttori di Radio Parma, e un vero mito per noi radiofonici: aveva infatti il piglio del giornalista vero quando realizzava le interviste. Ed era adorato dai cantanti, che facevano a gara per farsi intervistare da lui, contrariamente a ciò che succedeva con tutti gli altri.
Io e lui, in queste lunghe giornate d'attesa, spesso avevamo argomenti comuni che gli altri non avevano: specialmente il lunedì, giorno tradizionalmente riservato ai cantanti CGD.
In un mondo dove i direttori erano tutti uomini e giovani e io ero spessissimo l'unica donna, quel giorno di solito dedicato ai commenti sul calcio noi due lo riservavamo a parlare di uomini, o fare del gossip sugli uomini che erano lì.
Era proprio bello perdere quel tempo con Mauro: era una persona dalla profondità poco rintracciabile in quel mondo fatuo e un imitatore di Patty Pravo e della Caselli sopraffino.
Ci siamo rincontrati anni dopo, quando lui era già Platinette:  e mi sono ricordata di quando ci parlava delle sue serate con le Pumitrozzole, quel gruppo dal nome tanto tenero che significava però "puttane, mignotte, troie e zoccole" e si esibiva in imitazioni drag delle più grandi cantanti.
Meritava di diventare famoso, molto più di noi,  e merita di essere conosciuto per quella persona intelligente qual è.
Per andare un po' aldilà delle atmosfere da Buona Domenica, chi ne ha curiosità può andarlo a vedere nello spettacolo "Tutto di Me", dal 28 al teatro Smeraldo di Milano. Io intanto l'ho già visto in anteprima, al teatro di Varese. E poi l'ho
recensitointervistato.

 
postato da: LaRadman | link | commenti (1)
categorie: platinette, varesenews
21/03/2006

Benvenuti nella terra di Merdor

Li ho conosciuti attraverso mio figlio dodicenne. I suoi compagni stanno facendo una malattia su un film che si trova solo in rete,  e che si chiama "La compagnia del verginello" prima parte della saga "Lo Svarione degli anelli", parodia buffissima del "Signore degli anelli", che si svolge «Nella terra di Merdor, un luogo veramente di Merdor, che più di Merdor non si può. Tipo: Busto Arsizio».
Lì per lì manco immaginavo che abitassero a pochi metri dalla redazione, il fenomeno era nazionale potevano stare ovunque. Fabio, Pujo e Clistere invece stavano tra Cavaria e Gallarate, e dopo poche ore dall'invio della mail che chiedeva loro di contattarli, erano già in redazione.
Nel frattempo, tutti i colleghi si erano visti il loro film, la cui punta più alta di verità era Godo (la versione Svarione di Frodo) che davanti al cerchio di fuoco con la fessura buia esclama "minchia, ma quella è una figa gigante!"
(dite che l'avete pensato anche voi, che avete visto il film, non vergognatevene...).
Il loro primo "film" è stato scaricato 12000 volte da emule, e alla fine d'aprile uscirà il secondo, "i due porri" il cui trailer è scaricabile
qui (clicca: "trailer").
Imperdibili. Il mio articolo su Varesenews è
qui, ma mi piacerebbe tanto raccontare anche più in là della provincia la storia di un fenomeno sotterraneo che sta crescendo in rete.

19/03/2006

Il Governo Berlusconi, un reality in crisi d'ascolto

Sono rimasta senza fiato.
Ascoltando la radio, devo avere fatto la stessa faccia che hanno fatto probabilmente tutte le prime file del congresso di Confindustria (e, francamente, non l'avrei mai pensato...).
Il Presidente del consiglio ha stravolto a Vicenza tutti i canoni relazionali del parlare in pubblico: parlando al piccolo imprenditore e allo spettatore televisivo e radiofonico bypassando completamente il fatto che era al congresso di Confindustria, di fronte a una platea confindustriale.  Un discorso di un populismo puro, gridato, roba da reality in crisi d'ascolto. 
E' come se per Berlusconi i contesti fossero completamente scomparsi, e nel suo immmaginario fosse rimasta solo una grande platea televisiva, in grado di digerire solo i "dibattiti" fatti come si fanno a Buona Domenica.
L'audio delle sue parole più forti

17/03/2006

Diavolerie preelettorali

Rubo da Morbin la segnalazione, perchè è divertente. I risultati sono un po' mostruosi ma fanno pensare, soprattutto se siete indecisi su chi votare...
Insomma se voi andate su "voisietequi.it" rispondendo a qualche domanda riuscite a scoprire in che punto della galassia partitica vi trovate: io sono qui... 




15/03/2006

Hanno vinto le donne

Ho visto tutto il faccia a faccia Prodi/Berlusconi, anche se non sempre con interesse. E' stato però, finalmente, un approfondimento serio e comprensibile, su temi veri e con qualche chiarificazione in più. Non entro nelle discussioni politiche, non ne ho voglia: mi ha colpito solo quanta ansia abbia trasmesso Berlusconi, un fatto singolare per un uomo che nelle televisioni ci vive e che sa quanto la tv trasmetta innanzitutto emozioni più che idee.
Ma il cuore no, non me l'hanno smosso.  E mi considero fortunata di avere già deciso chi voterò con largo anticipo, perchè quella trasmissione non avrebbe potuto fare niente per convincermi davvero.
Per me, per la mia sensibilità, hanno fatto molto di più le loro mogli, intervistate da Repubblica. E come sempre, quella che mi ha colpito di più per profondità, senso della misura e differenza morale con il consorte è stata
Veronica Lario, coi cui spesso concordo, sia quando parla di politica che di scelte esistenziali. Anche se Flavia Franzoni, la moglie di Romano Prodi l'ho invidiata, per il rapporto che ha col marito.
Morale: il mio cuore politico io l'ho misurato lì, anche se sono stata, come milioni di italiani, incollata alla tivù.

14/03/2006

Argomenti delicati e dolori da scrivere

E' stato un argomento spinoso a portarmi per la prima volta nelle pagine nazionali di Repubblica: lo stupro di una donna a Gallarate, aggredita mentre faceva jogging in una domenica mattina di sole, in un parchetto attrezzato di solito frequentatissimo da chi si allena alla corsa.
E' una donna che ha una professione importante e l'età della ragione. Come elementi, dovrebbero bastare. Come donna e giornalista, ritengo più importante dare elementi per metterne in guardia altre: chessò, l'identikit dell'aggressore, che è fuggito. O la dinamica dello stupro, per cercare di evitare che riaccada.
Ma sono stati pochi quelli che si sono compoartati così: una giornata intera di ricerche è stata dedicata alla definizione del ritratto di lei. Ci si è accanita quasi tutta l'Italia dei media.
«A me passerebbe la voglia di denunciare una violenza, se mi aspettassi un trattamento così» ha detto una mia collega. C'è da pensarci.
A me invece veniva in mente solo che era stata violentata in una condizione dove nessuno mai potrebbe pensare a nient'altro che la sua corsa, in un momento che non si può pensare pericoloso. Aggredita due volte: nel fisico e nella sua percezione di sicurezza.
Ma nemmeno io che le pensavo sono riuscita a dirle queste cose, conservando il taglio della cronaca e senza cadere nello stucchevole (cioè: in roba da tagliare). Vabbè, non è stata la mia miglior cronaca: ma come inizio di nera non potevo trovarmi niente di più spinoso. Cerco di scusare me stessa, ma non sono contenta di quel che ho fatto.
C'è di buono però che i miei pensieri poi li metto qui, sul blog, senza pensare a come buttarli giù.
(come sempre, manco di pdf. Mi verrà in mente di chiederlo, 'sto benedetto permesso... L'ho chiesto, finalmente. E adesso metto il pdf di oggi e tutti quelli che mancavano, fin dal primo, che è quello a cui tengo di più)
L'articolo

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categorie:
09/03/2006

Se n'è già parlato, da queste parti... e non si finirà di parlarne, mi sa

(Metro Regione, radiopopolare, ore 7)
La polizia locale di gallarate ieri mattina ha messo i sigilli al centro culturale islamico di Via Varese, il secondo chiuso dall'amministrazione del sindaco Mucci dopo quello di via peschiera. Diventa così ancora più duro il braccio di ferro tra sindaco e comunità islamica di gallarate, che per protesta già pregava in strada il venerdì - sono arrivati ad essere anche trecento - da molte settimane, e che ieri sera hanno reagito ai sigilli manifestando davanti al municipio.
I motivi dei sigilli sono principalmente urbanistici e di sicurezza dell'abitato, come già fu per l'altro centro di via peschiera. Ma la legale della comunità islamica ha contestato duramente le decisioni, anche perchè quello che la comunità ha acquistato è un capannone, non ancora frequentato, su si stanno facendo ancora lavori di ristrutturazione. la legale ha già annunciato di avere chiesto per questa situazione un intervento urgente al ministro degli interni e di avere depositato un esposto alla procura di Busto Arsizio, per evidenziare profili di illegalità nei comportamenti dell’amministrazione: si allontana così la prospettiva di una soluzione pacifica per un problema che si sta trascinando da anni, tra irrigidimenti delle due parti e sospetti di strumentazlizzazioni elettorali.
da varese stefania radman

(e questo è il riassunto delle puntate precedenti)




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categorie: radiopop
03/03/2006

Mi ci spacco la testa da anni...

.. E non sono ancora arrivata a niente. Sono circondata da gente che, malgrado lavori in rete da anni, di fatto diffida dei blog, o li considera più che altro una perdita di tempo. Conosco gente invece che di questa rivoluzione silenziosa fa da monitor e teorizzatore da anni, e oggi (o forse ieri, non so) ha provato, dopo l'ennesima domanda fatta da un Agnostico dei blog e dopo un intero libro sull'argomento, a spiegare in poche righe il dibattito, e cerca una definizione per questa rivoluzione comunicativa.
Io non ne ho la più pallida idea: se l'avessi, avrei risolto metà dei mei problemi (perchè chi usa i blog non sa come spiegare a quelli che non lo usano certe innovazioni che nascono qui e che agli altri non sai nemmeno descrivere...).
Se qualcuno ci arriva prometto un battage spaventoso, oltre che il furto sistematico - ma con citazione -  della definizione.
Certamente, l'unica cosa che posso fare è far girare la domanda, per quel poco che vale da qui. magari si arriva a qualcosa...