Li ho conosciuti attraverso mio figlio dodicenne. I suoi compagni stanno facendo una malattia su un film che si trova solo in rete, e che si chiama "La compagnia del verginello" prima parte della saga "Lo Svarione degli anelli", parodia buffissima del "Signore degli anelli", che si svolge «Nella terra di Merdor, un luogo veramente di Merdor, che più di Merdor non si può. Tipo: Busto Arsizio».
Lì per lì manco immaginavo che abitassero a pochi metri dalla redazione, il fenomeno era nazionale potevano stare ovunque. Fabio, Pujo e Clistere invece stavano tra Cavaria e Gallarate, e dopo poche ore dall'invio della mail che chiedeva loro di contattarli, erano già in redazione.
Nel frattempo, tutti i colleghi si erano visti il loro film, la cui punta più alta di verità era Godo (la versione Svarione di Frodo) che davanti al cerchio di fuoco con la fessura buia esclama "minchia, ma quella è una figa gigante!" (dite che l'avete pensato anche voi, che avete visto il film, non vergognatevene...).
Il loro primo "film" è stato scaricato 12000 volte da emule, e alla fine d'aprile uscirà il secondo, "i due porri" il cui trailer è scaricabile qui (clicca: "trailer").
Imperdibili. Il mio articolo su Varesenews è qui, ma mi piacerebbe tanto raccontare anche più in là della provincia la storia di un fenomeno sotterraneo che sta crescendo in rete.
Sono rimasta senza fiato.
Ascoltando la radio, devo avere fatto la stessa faccia che hanno fatto probabilmente tutte le prime file del congresso di Confindustria (e, francamente, non l'avrei mai pensato...).
Il Presidente del consiglio ha stravolto a Vicenza tutti i canoni relazionali del parlare in pubblico: parlando al piccolo imprenditore e allo spettatore televisivo e radiofonico bypassando completamente il fatto che era al congresso di Confindustria, di fronte a una platea confindustriale. Un discorso di un populismo puro, gridato, roba da reality in crisi d'ascolto.
E' come se per Berlusconi i contesti fossero completamente scomparsi, e nel suo immmaginario fosse rimasta solo una grande platea televisiva, in grado di digerire solo i "dibattiti" fatti come si fanno a Buona Domenica.
L'audio delle sue parole più forti
Rubo da Morbin la segnalazione, perchè è divertente. I risultati sono un po' mostruosi ma fanno pensare, soprattutto se siete indecisi su chi votare...E' stato un argomento spinoso a portarmi per la prima volta nelle pagine nazionali di Repubblica: lo stupro di una donna a Gallarate, aggredita mentre faceva jogging in una domenica mattina di sole, in un parchetto attrezzato di solito frequentatissimo da chi si allena alla corsa.
E' una donna che ha una professione importante e l'età della ragione. Come elementi, dovrebbero bastare. Come donna e giornalista, ritengo più importante dare elementi per metterne in guardia altre: chessò, l'identikit dell'aggressore, che è fuggito. O la dinamica dello stupro, per cercare di evitare che riaccada.
Ma sono stati pochi quelli che si sono compoartati così: una giornata intera di ricerche è stata dedicata alla definizione del ritratto di lei. Ci si è accanita quasi tutta l'Italia dei media.
«A me passerebbe la voglia di denunciare una violenza, se mi aspettassi un trattamento così» ha detto una mia collega. C'è da pensarci.
A me invece veniva in mente solo che era stata violentata in una condizione dove nessuno mai potrebbe pensare a nient'altro che la sua corsa, in un momento che non si può pensare pericoloso. Aggredita due volte: nel fisico e nella sua percezione di sicurezza.
Ma nemmeno io che le pensavo sono riuscita a dirle queste cose, conservando il taglio della cronaca e senza cadere nello stucchevole (cioè: in roba da tagliare). Vabbè, non è stata la mia miglior cronaca: ma come inizio di nera non potevo trovarmi niente di più spinoso. Cerco di scusare me stessa, ma non sono contenta di quel che ho fatto.
C'è di buono però che i miei pensieri poi li metto qui, sul blog, senza pensare a come buttarli giù.
(come sempre, manco di pdf. Mi verrà in mente di chiederlo, 'sto benedetto permesso... L'ho chiesto, finalmente. E adesso metto il pdf di oggi e tutti quelli che mancavano, fin dal primo, che è quello a cui tengo di più)
L'articolo
(Metro Regione, radiopopolare, ore 7)
La polizia locale di gallarate ieri mattina ha messo i sigilli al centro culturale islamico di Via Varese, il secondo chiuso dall'amministrazione del sindaco Mucci dopo quello di via peschiera. Diventa così ancora più duro il braccio di ferro tra sindaco e comunità islamica di gallarate, che per protesta già pregava in strada il venerdì - sono arrivati ad essere anche trecento - da molte settimane, e che ieri sera hanno reagito ai sigilli manifestando davanti al municipio.
I motivi dei sigilli sono principalmente urbanistici e di sicurezza dell'abitato, come già fu per l'altro centro di via peschiera. Ma la legale della comunità islamica ha contestato duramente le decisioni, anche perchè quello che la comunità ha acquistato è un capannone, non ancora frequentato, su si stanno facendo ancora lavori di ristrutturazione. la legale ha già annunciato di avere chiesto per questa situazione un intervento urgente al ministro degli interni e di avere depositato un esposto alla procura di Busto Arsizio, per evidenziare profili di illegalità nei comportamenti dell’amministrazione: si allontana così la prospettiva di una soluzione pacifica per un problema che si sta trascinando da anni, tra irrigidimenti delle due parti e sospetti di strumentazlizzazioni elettorali.
da varese stefania radman