Lo ammetto: ho squittito come chi mi conosce sa, quando ho saputo che ad uno dei forum organizzati dall'Unione Industriali di Varese e moderati da diversi colleghi del Sole 24 Ore rappresentantivi dei vari argomenti, che per il forum "ricerca e innovazione" il moderatore sarebbe stato Luca De Biase.
De Biase era per me innanzitutto più che un uomo, un link (sotto il suo nome o sotto quello di Braudel) in cui mi imbattevo continuamente.
Poi l'ho conosciuto come esperto molto citato da coloro a cui dicevo che scrivevo in internet, poi un bell'acquisto - detto da lettrice - ad @lfa, ora Nova24, l'inserto tecnologico del Sole.
Conoscerlo qua, ai confini dell'impero, saltando le modalità standard della rete (commenti, poi mail, chat ecc..) mi metteva persino un po' soggezione.
Il suo forum tra l'altro è stato ben moderato, spremendo con efficacia sangue e vitalità a un argomento che tutti danno per scontato che sia freddo.
Ma non potevo fermarmi qui. Da una che fa parte di una redazione che fino a poco tempo fa era considerata una banda di matti, illusi di vivere solo on line, due paroline sulla nuova comunicazione ci volevano.
Eccole.
L'altro giorno su Repubblica Paolo Berizzi, che ha firmato il pezzo, mi ha gentilmente coinvolto nell'articolo sulla candidatura di Attilio Fontana come sindaco della città di Varese (fra poco, qui il pdf).
Oggi per Radiopopolare, dico (alle 19 e alle 7 di domattina) chi sarà verosimilmente il candidato sindaco dell'unione: un serio burocrate (inteso in senso non dispregiativo, ma tecnico...) alla Ferrante, di nome Antonio conte, che è stato qui a lungo segretario comunale.
Ora quindi il cerchio su Varese si è chiuso.
Fatico a pensare che i risultati saranno diversi rispetto alla tornata elettorale delle politiche, da qui. Ma tant'è. Farò il mio dovere di elettrice, so già chi voterò. Trattasi di persona seria, non sarà difficile....
Verrà con tutta probabilità confermato nel corso delle due riunioni politiche previste questa sera, quello che oramai è indicato come il candidato dell'Unione che si contrapporrà, per la poltrona di sindaco di Varese, ad Attilio Fontana.
Si tratta di Antonio Conte, per anni segretario comunale della città, "pensionato" non senza malumori dall'ex sindaco Fumagalli e ora direttore generale a legnano.
La candidatura di un servitore dello stato da 40 anni (è entrato nel municipio varesino nel 1966) che probabilmente non infiammerà le folle, ma garantisce due punti fermi: la sua capacità di governare (il ruolo di segretario è da sempre quello chiave nel funzionamento della macchina comunale e conte l'ha fatto per oltre 20 anni) e l'estrema conoscenza della città (uno dei commenti alla sua candidatura è che Conte conosce talmente bene varese da saperne probabilmente anche il numero dei tombini).
Meno certa è la sua provenienza politica: si sa solo che è cattolico e moderato. Il che significa come sempre tutto e niente, o meglio quel tutto e niente che da sempre viene considerato il desiderio diffuso dei varesini. Chissà se è vero, o se come sembrerebbe plausibile, sarà impossibile colmare i 20 punti di distacco che in città separano il centro sinistra dalla cdl.
Da Varese Stefania Radman
Nessuno ha vinto, nessuno può festeggiare.
Men che meno i cittadini, ad un primo sguardo, che non possono contare su alcun tipo di certezza di governo. Tra i tanti che non hanno vinto, c'è pure la Lega. Questo è il pezzettino di sconfitta civile di cui mi sono occupata io.
Qua sotto c'è il testo del pezzo che ho dato per il radio giornale di radiopopolare domattina (fra 4 ore...), in attesa di trovare un luogo dove farmi ospitare gli audio.
In un quadro che vede, come d'abitudine, la casa delle libertà stravincere in provincia e nei tre principali comuni,Varese, Busto e Gallarate, la Lega – che nel quadro nazionale in fondo tiene - sembra uscirne piuttosto malconcia.
L'erosione di punti percentuali continua, soprattutto rispetto alle regionali dell'anno scorso, dove ha perso fino all'8%. Rimane ancora il secondo partito, in tutte e tre le città, ma non va oltre il 14%, quando in tutti i casi nelle precedenti consultazioni era intorno, o oltre, il 20%.
Un dato che colpisce e che rende ancor più delicati gli equilibri della coalizione, considerato che da qui arrivano alcuni dei principali ministri uscenti, e sposta alle prossime amministrative di maggio il “redde rationem” nella casa della libertà, tra i seguaci di Bossi e gli altri partiti della coalizione di destra.