L'album delle figu

quello che scrivo, e quello che non scrivo, sui giornali dove scrivo...

Comparsate
(come dire che in un angoletto ci sono anch'io, lì dentro)

book

book



book

book

Technorati Profile

L'album delle figu

Linkedin

il mio profilo
    msn

Puoi contattarmi su MSN

Commenti recenti

Sfabix in La voglio così, la ...

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
16/10/2007

Aridaje, dal "gioiello della sanità lombarda"

Forse il prossimo passo, come dice un mio collega nottambulo, è l'esorcista. Per l'ospedale di Varese la benedizione del cardinale Tettamanzi, infatti, non è bastata.
A pochi giorni dall'inaugurazione solenne
della chiesetta interna alla presenza dell'Arcivescovo di Milano, ieri per due ore l'ospedale è stato senza energia elettrica: il che non significa semplicemente "al buio" , ma del tutto non operativo. Niente elettricità, niente generatori, medici che trovavano la strada tra i corridoi delle sale operatorie con la luce degli schermi dei cellulari, pazienti in rianimazione ventilati a mano.
Poi pian piano si è ripristinato l'ordine (ma a regime dovrebbe tornare solo stamattina) ed è montato lo scandalo: l'assessore regionale che chiede ufficialmente le pezze giustificative, tutti che si smarcano, la procura che apre un (altro) fascicolo su di loro.
Al "gioiello della sanità lombarda", come è stato pomposamente definito quando l'hanno inaugurato nel marzo scorso non gliene va bene una. Dai condizionatori ai generatori, dal reparto infettivi al pronto soccorso. Si è persino allagato ad agosto. E adesso il black out. Non è forse il caso, anche se un po' tardino, di vedere cos'è stato fatto troppo in fretta?

Appena posso metto il pdf del pezzo su Repubblica Milano, pubblicato oggi


postato da: LaRadman | link | commenti (5)
categorie: repubblica, varese

Nel nome del cioccolato, dall'enclave delle praline

E' stata la settimana del cioccolato quella appena passata per me, prima della mia partenza per l'Ungheria (di cui dirò, appena ripiglio fiato).
Aspetto di vedere che effetto fa su Repubblica  il pezzo che ho scritto sulla strana enclave delle praline che c'è qui (e appena posso metto il solito pdf),  mentre qui c'è il pezzo che ho fatto per Varesenews sui varesini  a Eurochocolate Perugia.  Intanto attendo con curiosità l'arrivo di Eurochocolate a Varese, giusto sotto Natale (E' dal 13 al 16 dicembre).
Ho quasi fame...
01/10/2007

E' morto Antonio Trotta., l'uomo in coma "diviso" tra Italia e Svizzera

Per ora la cronaca. Poi c'ho da dire qualcosa.
_____________________________

E' morto a Brebbia, nel varesotto, nella notte tra domenica e lunedì, Antonio Trotta, l'italiano in coma da due anni in Svizzera dove viveva e lavorava.
Le scelte riguardo alle cure erano contese tra la moglie, residente in Canton Ticino dove avevano giè escluso per lui "l'accanimento terapeutico" cioè le cure intensive in caso di ulteriori aggravamenti, e la famiglia di lui, che l'aveva riportato in Italia per affidatrlo alle cure dei medici "specializzati in risvegli".
Ha tolto il disturbo nel bel mezzo del tira e molla procedurale, pochi giorni dopo una perizia italiana che rimetteva al centro la palla, divisa tra il tutore svizzero eletto dalla moglie e i perplessi consigli dell'autorità giudiziaria italiana: nella sua breve vita pubblica, ha reinnescato il dibattito sulla necessità di staccare la spina o combattere a tutti i costi per la vita. Ma il suo caso, per come si è sviluppato, avrebbe potuto sollevare ancora di più la questione su chi può decidere della vita di un uomo che non è più  capace di intendere e volere, e se gli è più vicino una moglie in odore di separazione, o dei genitori arrabbiati con la moglie. Una questione difficile che Antonio, per ora, ha risolto così: morendo prima di dividere definitivamente le due famiglie.
da Varese Stefania Radman

postato da: LaRadman | link | commenti (5)
categorie: radiopop, antonio trotta