Ieri sera sono andata a vedere "Scemo di Guerra" che Ascanio Celestini ha presentato per la prima volta a Varese. Ci ho trascinato mio figlio, con intenti educativi ma tante paure di essere mandata a ranare, considerati la sufficienza e l'ipod nelle orecchie che inizialmente esibiva. Lui, a teatro, c'era andato a vedere i Fichi d'India, o Baz: non del "teatro innovativo".
Ma mi preoccupavo inutilmente, perchè le cose belle e semplici piacciono a tutti: e così mio figlio si è divertito moltissimo, e le sue risate e l'entusiasmo con cui mi ha raccontato, dopo, quel che gli era piaciuto hanno influenzato anche la mia recensione. su Varesenews.
"A volte per ascoltare una favola bastano quattro assi sgarrupate e tre neon. E a volte per ascoltare la storia d'Italia bastano le parole di un ragazzino di otto, quasi nove anni che il giorno della Liberazione («oppure "il giorno che sono arrivati gli americani", come dicono i romani») lo vede dal punto di vista di una cipolla che quasi l'ammazza e di una carovana di persone che sembra presa pari pari da un brano di Collodi, o un film di Monicelli". (continua)
La poltrona di presidente della Provincia di Varese ha ora due candidati ufficiali: uno per la Lega - l'ex sindaco di Tradate ed ex deputato Dario Galli - e uno per il Pd: Mario Aspesi, sindaco di Ferno presidente dell'unione dei sindaci di Malpensa e ex direttore generale di Autogrill Europa, che si ricandida dopo essere stato battuto dal dimissionario Marco Reguzzoni 10 mesi fa.
Aspesi corre con il Partito Democratico da solo: Italia dei Valori probabilmente si alleerà con lui quello che farà la Sinistra Arcobaleno ancora non è certo. ma anche per il candidato designato da bossi per la Lega niente è scontato: AN e Forza Italia hanno comunicato nella giornata di ieri che si presenteranno insieme anche alle provinciali nella nuova formazione del partito delle libertà: una decisione che non dà per scontato che, visto che l'ex presidente leghista della provincia Marco Reguzzoni ha mandato tutti ad elezioni anticipate per volare a Roma dopo solo dieci mesi, sia di nuovo un leghista a fare il candidato per tutto il polo.
(da Varese Stefania Radman - MetroRegione delle sette di domani mattina)
Ho scritto questo articolo alcuni giorni fa, lo metto qui dopo avere ricevuto la telefonata di due colleghi che volevano conoscere anche loro l'intervistato. E avere ricevuto un po' di commenti e email che mi chiedevano ragguagli. Non mi è mai capitato di scrivere così tanto in cosi poco tempo sulla questione Alitalia - Malpensa.
Più che altro, perchè di solito di questo a Varesenews si occupa Tommaso Guidotti, che lavora proprio su Malpensa. Ma tra ieri e oggi (a dire il vero tra l'altroieri e ieri, considerato che sto scrivendo all'una di notte) di pezzi ne ho scritti ben tre, e un quarto arriverà fra pochi giorni.
La faccenda è quella della cessione degli slot Alitalia, cioè dei diritti sugli "spazi di volo" che Alitalia ha su Malpensa. Alitalia ne aveva tanti e ne ha appena dismessi 200, dopo una giornata di tira-e-molla, con una decisione per motli considerata a sorpresa. Un contentino a Air One, che è ricorsa al tar contro la vendita della compagnia a air France? Un "muoia sansone con tutti i filistei" del vettore? O una boccata d'aria fresca - che ancora però nessuno percepisce - a Malpensa, che oramai non era più nè carne ne pesce, nè hub nè aeroporto frequentato, bloccato dalle indecisioni sul da farsi?. Boh.
Io intanto, scrivo quel che vedo e sento.
Numeri Alitalia, Bonomi li aveva previsti
Alitalia: «Abbiamo lasciato gli slot di Malpensa»
Air One: «Prendiamo noi gli slot che ha lasciato Alitalia»