L'album delle figu

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27/08/2008

Mondiali, o cari

Non c'è praticamente niente di pronto ancora per i mondiali di ciclismo 2008 che si svolgeranno a Varese a fine settembre: persino il palazzetto dove arriveranno le corse e avranno sede sala stampa e organizzazione, che altro non è che l'ippodromo delle Bettole riadattato per l'evento internazionale e rinominato pomposamente cycling stadium, è in pieno cantiere, a un mese dall'inizio della kermesse ciclistica: di più, i lavori sono iniziati meno di una settimana fa.
ma tutti giurano e spergiurano che sarà tutto finito per settembre: il maxi parcheggio multipiano davanti alla provincia, di cui si intravvedono le forme murarie solo ora, le strade - i cui lavori sono molto avanzati ma ci sono cantieri aperti ancora dappertutto - persino i famosi alberghi che, costruiti con le concessioni mondiali, non sono ancora arrivati alla fine: le uniche cose già pronte per il momento, sono due: i ciclisti di legno con le facce dei politici, leghisti, dei mondiali: quelli, per chi arriverà dall'autostrada a seguire i mondiali, ci saranno di sicuro. perchè già scoperti e visibili. E i cartelli delle località turistiche in lombardo, per dare un aiuto concerto - si fa per dire - s'intende, ai turisti internazionali.
Per tutto il resto, cioè le cose serie, tocca solo incrociare le dita e pedalare, nella speranza di arrivare in fondo per tempo.
da varese, Stefania Radman (Notiziario MetroRegione, Radio Popolare, 19,05)

24/08/2008

Scusate se insisto

...Ma questo è un argomento che mi sta molto a cuore, perchè sono una romantica che pensa che una persona può essere felice nella vita solo se ama, è riamata e può esprimerlo: un concetto per niente erotico, ma spirituale e forse più vicino al cristianesimo. Lo dico perchè ho letto, con molte ore di ritardo, l'editoriale di Francesco Merlo su la tragedia di Madrid e le reazioni del presidente Arcigay (e anche di altri esponenti, vedo trovando una lettera aperta) Franco Grillini.
Che mi sembra aggiunga arretratezza, mentre contemporaneamente rende più comprensibile l'atteggiamento di Repubblica (che evidentemente ha sorvolato sulla situazione famigliare di Riso convinta in  buona fede di farlo per rispetto e per essere "politicamente corretta", evitando di "mettere in piazza" le "preferenze sessuali") nella questione. Ma trovo in questo caso fuori luogo scagliarsi contro Grillini definendolo, di fatto, uno che vede solo il sesso.
Al contrario mi sembra che Grillini per la prima volta abbia portato la questione proprio su di un altro piano: quello della vita famigliare. Quando negli articoli che raccontano la vita di chi è morto tragicamente la si ricostruisce, non si esita a parlare della loro vita in comune, dei sogni spezzati, persino dei particolari più quotidiani e teneri della convivenza. Sappiamo tutti perchè si fa: è un meccanismo che aiuta la compenetrazione e la catarsi.
E a nessuno viene in mente, quando si dice o si scrive che due erano sposati o vivevano insieme, di pensare alla loro vita sessuale: sono altre, le immagini che restano in mente o si ricostruiscono. Evidentemente, in Italia, una relazione eterosessuale gode di tutte le componenti che una relazione ha, mentre una relazione omosessuale significa invece soltanto "grandi scopate" e non una vita insieme o la costruzione di una convivenza o un futuro.
Si dice quindi che certe cose si sono omesse "per rispetto" . Ma la verità è che noi diventeremo un paese civile, comprensivo e rispettoso per davvero - e anche un po' meno sessuomane - quando davanti a un gay non penseremo più, come prima cosa,  a quanto e come farà sesso.
(E adesso spero di avere finito con le mie considerazioni. Non sono abituata a blaterar tanto su quel che penso, e la cosa mi imbarazza un po'. Ma in questo caso la ritngo cosa necessarissima: perchè finchè di queste questioni ne parlano solo i gay tutto rimarrà nel ghetto, nè più nè meno come per la "questione femminile").
22/08/2008

Dolore e speranza per una famiglia distrutta. Senza virgolette.

La morte così tremenda di Domenico Riso, del suo compagno Pierrick Charilas e del figlio Ethan (naturale, per Pierrik, in affido e amatissimo per Domenico) è uno di quei casi in cui di norma si parla di "una famiglia distrutta". Ma da quando si è cominciato a capire che la relazione tra l'italiano che risultava residente a Parigi e i due cittadini francesi non era casuale, per la stampa scrivere è diventato difficilissimo.
Un ragazzo di isola delle femmine, vicino a Palermo, che va a fare lo steward e vive a Parigi con un uomo e suo figlio, le prime ritrosie di amici e parenti... Il quadro c'era tutto, per essere costretti a parlare di quello che l'Italia, in mancanza di una vera capacità di accettare, ha imparato a non vedere per evitare di giudicare.
Eppure, sarebbe così facile concedere loro la retorica che si concede a tutte le belle famiglie spezzate: o meglio, sarebbe facile in un altro paese. Sarebbe facile se semplicemente si guardasse quella relazione con il cuore. Il Corriere ci ha provato più di Repubblica, stavolta, tanto che il dito puntato di Grillini sembrava quasi ingeneroso.
però la sostanza di quello che dice Grillini ("La stampa è ipocrita, perchè si arrampica sugli specchi per dare una definizione a quello che per una relazione etero sarebbe stata semplice e fonte di paginate strappalacrime") è vera e non fa una grinza.
E, forse, la loro morte non è stata vana: costringe a pensare che le famiglie sfortunate che muoiono per fatalità non hanno sempre lo stesso aspetto stereotipato che ci si immagina. Ma sono belle ugualmente, e perciò procurano lo stesso dolore, davanti a una felicità che si spezza.
19/08/2008

La seconda volta dell'Imam di Varese

L'Imam di Varese è al suo secondo arresto. Una questione di estradizioni incrociate che è ancora tutta da capire, perchè, in qualche modo inficia la comprensione delle sue responsabilità. nel frattempo, ne scrivo e parlo. Prima a radiopopolare, al nazionale (testo qua sotto)

Degli episodi che hanno dato il via alle accuse, che sono di associazione  per delinquere finalizzata al terrorismo, preparazione e commissione di attentati terroristici, banda armata finalizzata alla sovversione dell'ordine pubblico e finanziamento del terrorismo non è dato sapere nello specifico: le valuterà nei 40 giorni che ha a disposizione la corte d'appello di Milano. Ma queste accuse - formulate dalla corte d'appello di Rabat in Marocco – hanno riportato l'Imam di Varese, Abdelmajid Zergout, in carcere. L'accusa marocchina ha formulato la richiesta di estradizione il 31 luglio scorso, diventata esecutiva il 16 agosto, cioè nel giorno stesso in cui la Digos di Varese ha arrestato Zergout, poi trasferito al carcere dei Miogni di Varese.
Gli agenti della questura varesina hanno anche sequestrato nella sua abitazione un pc portatile e documenti scritti in arabo ancora da tradurre. Una azione non richiesta dalla procura marocchina, ma giudicata "conseguente" alla richiesta di arresto marocchina. L'imam di varese era già stato accusato tre anni fa, dalla giustizia italiana, ma è stato assolto proprio per a causa di una questione di estradizioni: una specie di assoluzione per mancanza di prove causata dalla mancata estradizione di esse.
Da varese Stefania radman.

E poi su Repubblica nazionale, insieme a Davide Carlucci: Davide però, va detto, ha fatto il lavoro sporco, l'inviato vero: io ho fatto una serie di telefonate.  Più che altro, gli ho risparmiato la suola delle scarpe...
E, per questo fondamentale ruolo, mi sono meritata
il nome in prima pagina.

E (aggiornamento del giorno dopo) anche un secondo pezzo.

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categorie: repubblica, radiopop
14/08/2008

Moretti, se la società lo ascoltasse

Lo sguardo di Nanni Moretti sulla società e sulla vita politica italiana - specie quella della sinistra - è di una lucidità straordinaria. Lucidità amara, ma necessaria e nemmeno data dalla maturità.
Sono andata al festival del film di Locarno a vedere parte della sua retrospettiva,  e
un cortometraggio dei primi anni '70 (lui aveva solo 19 anni!) lo prova. Ne ho scritto su Veresenews, insieme ad altre cose.
Poi
ho letto cosa ha detto in conferenza stampa il giorno dopo, e ho pensato a una notte recente passata a parlare di politica. Dicevo proprio quello, con i miei interlocutori, a cui cercavo di spiegare illusioni e delusioni del mio impegno sociale, aldilà della professione, che ora non perseguo più, preferendo guardare e descrivere che fare.
E sono felice di aver letto che
l'abbia detto lui: perchè le sue parole contano molto di più delle mie e colpiscono molta più gente.
(Anche se non abbastanza...)

Ti senti solo? Chiama il PD

La notizia è di qualche giorno fa. Nella rassegna stampa della Camera, il pezzo su Repubblica Nazionale. Qui sotto c'è il pezzo per radio popolare, andato anche sul nazionale. Che ne pensate?
____________________

Ti senti solo? chiama il PD. Questa è l'iniziativa ferragostana del Partito democratico varesino: per combattere la solitudine di mezza estate, basta chiamare il centralino del partito democratico (che, per
la cronaca è lo 0332/286754) o mandare una email (
info@pdvarese.it) e invitare un politico a scelta per chiaccherare davanti a un caffè, o ad un pranzo. Per la bizzarra iniziativa, tesa tra la campagna
elettorale porta a porta e il servizio sociale, la struttura varesina del partito mette a disposizione tutti i suoi militanti: dai consiglieri di circoscrizione e comunali, ai consiglieri regionali (che sono due, Tosi e Adamoli) fino agli onorevoli (due anche in questo caso, Marantelli e Rossi). Gli argomenti preferiti? Segnalazioni
di disfunzioni su strade, trasporti, servizi pubblici, e sanità. Maogni argomento pratico di politica è ben accolto dal volontario politico varesino, che peraltro non fa  preferenze sul menù. E, in caso di invito a pranzo, si porta magari si porta pure dietro una bella bottiglia di vino.

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categorie: repubblica, radiopop
07/08/2008

La lega pedala

 

 

poi raccatto il pezzo su radiopop, la fotonotizia su repubblica... e magari, posto pure il pezzo più ampio che avrebbe dovuto essere pubblicato ma poi si è perso nei meandri dei media nazionali...
(no, l'avevo perso io. Eccolo qui, il mio pezzo integrale: su Repubblica.it. dell'8 agosto)

 

05/08/2008

A VOLTE, DA MADRE, SCRIVERE E' DURA

Aveva un anno meno di mio figlio. Molti amici in comune, anche se lui non lo conosceva. Aveva un motorino, come invano mi chiede il mio, e forse non ha solo perchè non va proprio benissimo a scuola.
Oggi ho dovuto scrivere di lui, ed è stato emotivamente durissimo.


Varese - Commovente cerimonia funebre per il giovane scomparso sabato 2 agosto. Chiesa di Sant'Ambrogio a Giubiano colma dentro e fuori: "Il suo ricordo vivrà per sempre"
L'ultimo saluto a Fabrizio: "Sarai il più bello fra gli angeli"
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categorie: varesenews
01/08/2008

ECLISSI: PRENOTATI UN POSTO IN PRIMA FILA (SUL WEB)

Una webcam dalla Cina farà vedere ai naviganti l'eclisse del primo agosto 2008 da una delle posizioni più favorevoli. Diretta dalle 12.30 alle 13.30
L'eclisse in prima fila sul web
(L'articolo di oggisu Varesenews. Che mi dice che una delle attività che preferisco di questo mestiere è scovare le cose in internet...adooooro fare le ricerche, anche le più strampalate: trovare l'impossibile o imbattermi in cose mai viste. Questo apparentemente era facile, ma non l'ho trovato in giro in latri giornali italiani, prima di me. Mi sbaglierò...)

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categorie: scienza, varesenews