Ieri sera sono andata a vedere "Scemo di Guerra" che Ascanio Celestini ha presentato per la prima volta a Varese. Ci ho trascinato mio figlio, con intenti educativi ma tante paure di essere mandata a ranare, considerati la sufficienza e l'ipod nelle orecchie che inizialmente esibiva. Lui, a teatro, c'era andato a vedere i Fichi d'India, o Baz: non del "teatro innovativo".
Ma mi preoccupavo inutilmente, perchè le cose belle e semplici piacciono a tutti: e così mio figlio si è divertito moltissimo, e le sue risate e l'entusiasmo con cui mi ha raccontato, dopo, quel che gli era piaciuto hanno influenzato anche la mia recensione. su Varesenews.
"A volte per ascoltare una favola bastano quattro assi sgarrupate e tre neon. E a volte per ascoltare la storia d'Italia bastano le parole di un ragazzino di otto, quasi nove anni che il giorno della Liberazione («oppure "il giorno che sono arrivati gli americani", come dicono i romani») lo vede dal punto di vista di una cipolla che quasi l'ammazza e di una carovana di persone che sembra presa pari pari da un brano di Collodi, o un film di Monicelli". (continua)