L'album delle figu

quello che scrivo, e quello che non scrivo, sui giornali dove scrivo...

Comparsate
(come dire che in un angoletto ci sono anch'io, lì dentro)

book

book



book

book

Technorati Profile

L'album delle figu

Linkedin

il mio profilo
    msn

Puoi contattarmi su MSN

Commenti recenti

Sfabix in La voglio così, la ...

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
06/06/2009

La fatica di tenere un blog (e quella di tenerne 5)

Forse ho fatto questo mestiere perchè sono una grafomane. O forse perchè, come tutti i ragazzini di cuore caldo che non vogliono crescere, scrivere e raccontare a modo tuo delle storie è un modo per tirare fuori le tue passioni e renderle oggettive, forse in qualche modo organizzarle.
Forse ho aperto il mio primo blog, nel 2003, perchè arriva un momento, nella vita, che le cose che ti porti dentro sono troppe, e soprattutto non tutte condivisibili con chi ti sta intorno. Forse ho aperto questo blog, nel 2005, perchè anche il mestiere, a volte, si complica talmente tanto che hai voglia e bisogno di dargli un senso unitario, sotto la tua firma. Forse poi, ti viene in mente di aprire un altro blog per motivi personali e tecnologici.  E magari entri in facebook perchè vuoi capire com'è, e alla fine ci ritrovi i tuoi compagni delle elementari.
Poi, un giorno, in un periodo di quelli micidiali per il tuo mestiere come questo maggio pieno di assemblee di associazioni industriali, amministrative polverizzate e cambi di tecnologia a prova di cervello di quarantenne,  che per sbaglio ti fermi un sabato davanti al caffè, guardi due dei tuoi cinque blog morti da anni, due agonizzanti, uno frequentato casualmente e ti dici "ma come cavolo faccio a portarmi dietro tutto?". Non lo so. Mi dispiace ma non lo so.
Credevo di organizzare i miei pensieri e li ho sparpagliati per argomento e stile. Ma ormai ci sono affezionata, alla mia vita riposta nel web: così mi scuso con i 25 lettori di ognuno e li tengo lì.
(anche in questo, avrei avuto molto di più da scrivere. Ma sono realista, e mi accontento di inserirci qualcosa quando posso, e quando il mio mestiere di spalatrice di scrittura a cottimo me lo permette)
17/01/2009

Caro Gianluigi, se guardo alle statistiche del mio blog la tua trasmissione parte fortunata...

Da sempre, la chiave più utilizzata per arrivare a questo blog - salvo che non si cercasse proprio me - è quella dello Svarione degli anelli. Gli estimatori di questo ciclo di parodie che circola solo su internet sono una montagna, e i contatti si infittiscono quanto più si sparge la voce che c'è in preparazione un nuovo episodio della saga (a proposito, preparatevi. E' presto, ma tenete le orecchie tese lo stesso...) .
Ma ora, stanno per essere pericolosamente tallonati da un'altra chiave di ricerca, che di giorno in giorno diventa più presente nelle mie statistiche: quella di Gianluigi Paragone, il giornalista varesino che ha fatto a quattro a quattro le scale della fama mediatica a colpi di comparsate come direttore della Padania, poi come vicedirettore di Libero.
Sarà perchè sempre più gente - tra chi ancora non lo conosce -  si domanda chi diavolo sia questo conduttore di "Malpensa-Italia" che viene pubblicizzato in tivù, fattostà che ormai Gianluigi Paragone è diventata la seconda chiave di ricerca esterna dopo lo Svarione.
Congratulazioni e in bocca al lupo a Gianluigi perciò, per una trasmissione che evidentemente suscita curiosità prima ancora della sua partenza.
Non tutto è male, evidentemente, quel che arriva dalla terra di Merdor...
12/11/2008

Se questo blog è un archivio...

...Innanzitutto funziona male. Più ho da scrivere, meno ho tempo di segnalarlo qui.
Cosi mi avanzano un sacco di cose, che non ho messo.
Però c'è qualcosa che sta funzionando sempre meglio: per esempio, l'archivio on line di Repubblica, che ora ha messo in chiaro tutti i suoi articoli cartacei. Cosi ora, io i miei li posso recuperare in un colpo solo. Ma ovviamente si può fare lo stesso con tutto quello che si vuole cercare.
Una bella cosa in più nel grande mondo della ricerca internet.
Più o meno come questa rassegna stampa spettacolare, che google non registra. Perciò, ognuno deve tenersela per sè .-)



10/09/2008

IO-VI-AMOOO (da pronunciare come baz che fa pelù)

La festa di Varesenews è stata più bella del solito. Ha scaldato il cuore di noi giornalisti faticatori più di sempre. Per me il top è stata la cena dei blogger, che è stata quasi più bella della mia festa di Natale.  E rileggerla, nelle parole di altri (tipo Luca Conti, o Ciccioquellovero, Galline2ndlife, Vincenzo Masotti o Tersite). mi emoziona pure.
Per non dire delle foto.
Bon, certe cose non si devono perdere. perciò, che si fa di bello la prossima volta?
(a proposito: grazie a Chiara2F, per abbellire - si fa per dire visto il soggetto -  questo post le ho fregato una foto. Di me che fotografo...)
24/08/2008

Scusate se insisto

...Ma questo è un argomento che mi sta molto a cuore, perchè sono una romantica che pensa che una persona può essere felice nella vita solo se ama, è riamata e può esprimerlo: un concetto per niente erotico, ma spirituale e forse più vicino al cristianesimo. Lo dico perchè ho letto, con molte ore di ritardo, l'editoriale di Francesco Merlo su la tragedia di Madrid e le reazioni del presidente Arcigay (e anche di altri esponenti, vedo trovando una lettera aperta) Franco Grillini.
Che mi sembra aggiunga arretratezza, mentre contemporaneamente rende più comprensibile l'atteggiamento di Repubblica (che evidentemente ha sorvolato sulla situazione famigliare di Riso convinta in  buona fede di farlo per rispetto e per essere "politicamente corretta", evitando di "mettere in piazza" le "preferenze sessuali") nella questione. Ma trovo in questo caso fuori luogo scagliarsi contro Grillini definendolo, di fatto, uno che vede solo il sesso.
Al contrario mi sembra che Grillini per la prima volta abbia portato la questione proprio su di un altro piano: quello della vita famigliare. Quando negli articoli che raccontano la vita di chi è morto tragicamente la si ricostruisce, non si esita a parlare della loro vita in comune, dei sogni spezzati, persino dei particolari più quotidiani e teneri della convivenza. Sappiamo tutti perchè si fa: è un meccanismo che aiuta la compenetrazione e la catarsi.
E a nessuno viene in mente, quando si dice o si scrive che due erano sposati o vivevano insieme, di pensare alla loro vita sessuale: sono altre, le immagini che restano in mente o si ricostruiscono. Evidentemente, in Italia, una relazione eterosessuale gode di tutte le componenti che una relazione ha, mentre una relazione omosessuale significa invece soltanto "grandi scopate" e non una vita insieme o la costruzione di una convivenza o un futuro.
Si dice quindi che certe cose si sono omesse "per rispetto" . Ma la verità è che noi diventeremo un paese civile, comprensivo e rispettoso per davvero - e anche un po' meno sessuomane - quando davanti a un gay non penseremo più, come prima cosa,  a quanto e come farà sesso.
(E adesso spero di avere finito con le mie considerazioni. Non sono abituata a blaterar tanto su quel che penso, e la cosa mi imbarazza un po'. Ma in questo caso la ritngo cosa necessarissima: perchè finchè di queste questioni ne parlano solo i gay tutto rimarrà nel ghetto, nè più nè meno come per la "questione femminile").
22/08/2008

Dolore e speranza per una famiglia distrutta. Senza virgolette.

La morte così tremenda di Domenico Riso, del suo compagno Pierrick Charilas e del figlio Ethan (naturale, per Pierrik, in affido e amatissimo per Domenico) è uno di quei casi in cui di norma si parla di "una famiglia distrutta". Ma da quando si è cominciato a capire che la relazione tra l'italiano che risultava residente a Parigi e i due cittadini francesi non era casuale, per la stampa scrivere è diventato difficilissimo.
Un ragazzo di isola delle femmine, vicino a Palermo, che va a fare lo steward e vive a Parigi con un uomo e suo figlio, le prime ritrosie di amici e parenti... Il quadro c'era tutto, per essere costretti a parlare di quello che l'Italia, in mancanza di una vera capacità di accettare, ha imparato a non vedere per evitare di giudicare.
Eppure, sarebbe così facile concedere loro la retorica che si concede a tutte le belle famiglie spezzate: o meglio, sarebbe facile in un altro paese. Sarebbe facile se semplicemente si guardasse quella relazione con il cuore. Il Corriere ci ha provato più di Repubblica, stavolta, tanto che il dito puntato di Grillini sembrava quasi ingeneroso.
però la sostanza di quello che dice Grillini ("La stampa è ipocrita, perchè si arrampica sugli specchi per dare una definizione a quello che per una relazione etero sarebbe stata semplice e fonte di paginate strappalacrime") è vera e non fa una grinza.
E, forse, la loro morte non è stata vana: costringe a pensare che le famiglie sfortunate che muoiono per fatalità non hanno sempre lo stesso aspetto stereotipato che ci si immagina. Ma sono belle ugualmente, e perciò procurano lo stesso dolore, davanti a una felicità che si spezza.
14/08/2008

Moretti, se la società lo ascoltasse

Lo sguardo di Nanni Moretti sulla società e sulla vita politica italiana - specie quella della sinistra - è di una lucidità straordinaria. Lucidità amara, ma necessaria e nemmeno data dalla maturità.
Sono andata al festival del film di Locarno a vedere parte della sua retrospettiva,  e
un cortometraggio dei primi anni '70 (lui aveva solo 19 anni!) lo prova. Ne ho scritto su Veresenews, insieme ad altre cose.
Poi
ho letto cosa ha detto in conferenza stampa il giorno dopo, e ho pensato a una notte recente passata a parlare di politica. Dicevo proprio quello, con i miei interlocutori, a cui cercavo di spiegare illusioni e delusioni del mio impegno sociale, aldilà della professione, che ora non perseguo più, preferendo guardare e descrivere che fare.
E sono felice di aver letto che
l'abbia detto lui: perchè le sue parole contano molto di più delle mie e colpiscono molta più gente.
(Anche se non abbastanza...)

11/07/2008

IN FERIE E IN FACEBOOK

Non ho avuto nemmeno il tempo di scrivere che sono in ferie fino al 21.
E che ora ho un profilo su Facebook. Diventiamo amici?
01/06/2008

Misericordia, è passato più di un mese

E' stato un mese infernale, dal punto di vista delle cose da fare. Professionali e personali. Morale, mi rendo conto ora che il mio ultimo post è del 24 aprile, oltre un mese fa. E non che non ne abbia viste, di cose. E non che non ne abbia raccontate.  Accidenti, devo fare il ripasso.
16/04/2008

LEGA, PARTITO DEGLI OPERAI E DEGLI IMPRENDITORI

(e anche questo post, lo so, scandalizzerà gli amici. Ma è arrivato il momento di fermarsi a pensare. Davvero)
Ha detto molte cose sagge in questi giorni Roberto Maroni, invece di festeggiare: una di esse è che i voti della Lega nelle nostre regioni hanno unito imprenditori e operai, che hanno votato insieme, avendo tutti un fine comune.
Non è una assurdità, io lo vedo entrando nelle aziende per lavoro: la percezione che molte delle cose che chiedono gli imprenditori sia anche quello che desiderano i lavoratori in me sta diventando sempre più concreta.
Una percezione che ribalta lo stereotipo veicolato dai sindacati anni 70, lavoratore contro padrone, e che è esistente ancora forse solo nelle grandi aziende metalmeccaniche. Ma solo forse.
E questo saper sentire che la gente che lavora è diventata così è forse una delle componenti che ha premiato un movimento che gli illusi di Roma credevano stracotto, e che ha saputo avvalersi - robadamatti - della debacle della sinistra arcobaleno, occupando un po' degli spazi che loro hanno perso in Emilia, tra i lavoratori.
Mi sa che per la sinistra è arrivato davvero il momento di guardare in faccia l'Italia, che gli piaccia o no. Magari, cercando di capirla scopre che è meno peggio di quello che superbamente teme.